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Le stagioni dettano il ritmo alla natura e fino a poco tempo fa le persone, nell’acquisto di frutta e verdura fresca erano molto legate ad esse, sino a seguire il calendario: fragole, asparagi, arance e tutto il resto avevano un periodo ben preciso di raccolto.

Oggi la gamma di prodotti offerti di supermercato (dei paesi sviluppati) sembra invariata quasi tutto l’anno. Da una parte si tratta di una preziosa aggiunta alla dieta, ma ciò comunque contribuisce alla diminuzione della conoscenza della periodicità reale di alimenti freschi. Questo porta svantaggi sia per la salute come per l’ambiente.

Prima che la società industriale si sviluppasse, le persone si nutrivano quasi esclusivamente di cibo coltivato nel loro territorio. Questo portava ad una grande dipendenza dalla stagionalità della natura.

Vale veramente la pena di prestare attenzione a tale stagionalità della frutta e verdura, nonostante l’offerta sia pressoché annuale?

La risposta a questa domanda è sì…

Sono diversi i fattori che giocano un ruolo fondamentale in questa valutazione:

  • la qualità e il prezzo dei prodotti
  • bilanci energetici e di CO2
  • tipo di trasporto
  • valori idealistici.

Quando frutta e verdura sono di stagione, l’offerta nella maggior parte dei casi arriva dalla regione. Il passaggio dai campi ai supermercati/mercati è breve; ciò garantisce freschezza ottimale, spesso un gusto migliore soprattutto nei prodotti facilmente deperibili, in quanto molti frutti come fragole, ciliegie o lamponi non maturano ulteriormente dopo il raccolto.

Siamo ciò che mangiamo?

La maggioranza delle persone soddisfa le sue esigenze alimentari acquistando in supermercati o discount. La scelta successiva ricade nei negozi di generi alimentari come panetterie o macellerie, solo in parte e come ultima opportunità, gli acquisti avvengono al mercato o nel negozio biologico.

Molti consumatori credono di non avere il tempo e le conoscenze necessarie per una sana alimentazione. Soprattutto le famiglie e le persone più giovani dedicano poco tempo alla conoscenza di una sana alimentazione. In molte famiglie raramente si consumano cibi freschi, soprattutto nelle grandi città. I professionisti spesso mangiano nelle mense, e i bambini mangiano nelle mense di asili e scuole.

L’offerta nei supermercati riflette questo. C’è una vasta gamma di cibi pronti, che hanno bisogno solo di essere riscaldati.

Considerare l’uso di cibi regionali e stagionali può mettere in evidenza gli aspetti problematici della filiera alimentare, ma contemporaneamente, identificare le aree di miglioramento.

Frutta e verdura regionali che vengono acquistati al momento del raccolto, portano benefici per l’ambiente, l’economia e la salute:

  • basso consumo energetico e relative emissioni inquinanti dovute ai percorsi di trasporto più brevi
  • Frutti che vengono raccolti maturi, con intensità maggiore di sapore
  • La consapevolezza dell’origine degli alimenti e l’aumento dell’apprezzamento e della consapevolezza della biodiversità.

Questi sono solo alcuni dei benefici.

L’estate ci permette di acquistare una scelta molto ampia di frutta e di verdura.

Nel mese di giugno abbiamo 21 tipi di verdure di stagione:

  • aglio
  • bietola
  • carota
  • cetriolo
  • cipolla
  • erba cipollina
  • fagiolino
  • fagiolo
  • fava
  • lattuga
  • lenticchia
  • melanzana
  • patata
  • peperone
  • pisello
  • pomodoro
  • ravanello
  • scalogno
  • sedano
  • zucchina.

La bietola, per esempio, è ricca di vitamina A, C e K nonché di acido folico (che aiuta a metabolizzare il ferro). L’alto contenuto di sali minerali (in particolare di calcio, magnesio e potassio) offre un buon integratore per combattere l’osteoporosi mentre le fibre migliorano l’attività digestiva.

Queste e tante altre curiosità nei prossimi post!

Daniella Errante
Biologa Nutrizionista

Via Ottavio Gasparri 8 00152 Roma
Visita su appuntamento al +39 3887989341

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