Ossido nitrico? Sì grazie!

0

Le incredibili virtù di una molecola ancora poco conosciuta e che alcuni considerano un ormone prodigio, in grado di indurre una serie di reazioni positive per la salute

L’ossido nitrico o ossido d’azoto (NO; da Nitric Oxide) è una delle molecole più semplici in natura: composta da appena due atomi, uno di Azoto (N) e uno di ossigeno (O), fu scoperto nel 1987 (questo valse il premio Nobel per la medicina a Louis Ignarro, Robert Furchgott e Ferid Murad nel 1998). È una sostanza incredibilmente affascinante, tant’è che Barry Sears lo definisce “ormone prodigio”. In effetti possiamo considerarlo un proto – ormone, comparso sulla faccia della terra prima ancora degli eicosanoidi, la sua molecola è alquanto stabile (è possibile conservarlo per più di 40 anni), è un gas, quindi può diffondersi con facilità in tutte le direzioni e non richiede recettori specifici, ma viene captato dagli enzimi e dalle proteine contenenti ferro. Paradossalmente, pur essendo un radicale libero, una volta prodotto nell’organismo non solo non è nocivo, ma induce tutta una serie di reazioni positive per la salute. L’effetto più evidente dell’ossido nitrico è la vasodilatazione, dovuta all’enzima GMP ciclico, legato per l’appunto all’ossido nitrico. La fosfodiesterasi è invece l’enzima che contrasta l’azione del cGMP e il Sildenafil (pricipio attivo del Viagra) inibisce l’azione di questo enzima, prolungando la vasodilatazione (questo farmaco è nato dalle scoperte sull’ossido nitrico). Non è possibile ingerire l’ossido di azoto, perché tossico, ma, nell’organismo umano, viene sintetizzato a partire dall’aminoacido arginina e dall’ossigeno per azione di enzimi noti col nome di ossido nitrico sintetasi. La sua produzione avviene principalmente nell’endotelio, tessuto che riveste la parete interna dei vasi sanguigni e del cuore. Se l’endotelio è danneggiato, a causa dell’invecchiamento, di errate abitudini alimentari e di vita, dello stress, del fumo di sigaretta, dell’inquinamento, dell’ipertensione, delle malattie, non riesce a produrre sufficienti quantità di ossido nitrico, con conseguenze nefaste per la salute.

Gli effetti benefici dell’ossido nitrico
– Essendo un gas, riesce a diffondersi in tutto il corpo e a raggiungere gli organi periferici, migliorandone l’irrorazione sanguigna.
Ipertensione arteriosa. La vasodilatazione provoca un miglioramento del flusso sanguigno, con conseguente calo dei valori pressori, protegge l’endotelio dal deterioramento.
Aggregazione piastrinica. L’ossido nitrico svolge un’azione preventiva sull’aggregazione e la formazione di trombi e coaguli.
– Arteriosclerosi. Il miglior afflusso sanguigno inibisce i fenomeni infiammatori che portano alla formazione delle placche arteriosclerotiche.
Riduzione dei livelli di colesterolo LDL. La riduzione del colesterolo nocivo è provata con l’utilizzo del NO.
– Stress ossidativo. L’ossido nitrico contrasta lo stress ossidativo e i danni causati dai radicali liberi. Per favorirlo in questo processo è consigliato l’utilizzo degli antiossidanti.
– Diabete. Sebbene sia solo ipotizzato e non ancora dimostrato che l’ossido nitrico possa rendere l’insulina più disponibile, è certo che può fare molto, nel migliorare la qualità della vita dei diabetici, contrastando le complicazioni di questa patologia, legate all’insufficiente apporto di sangue ai vari organi.
– Disfunzione erettile. Un grave problema per molti uomini, che peggiora con l’invecchiamento, portando ad una minor autostima e depressione.
– Artrite reumatoide. L’ossido nitrico rilassa i vasi sanguigni, permettendo un miglior afflusso di sangue alle articolazioni colpite, favorendone la guarigione.
– Cancro. Alti livelli di ossido nitrico inibiscono la proliferazione delle cellule tumorali, favorendo l’azione del sistema immunitario.
Asma e malattie respiratorie. L’ossido nitrico provoca una maggior dilatazione dei bronchi, favorendo la respirazione.
– Ulcera gastroduodenale. Oltre all’infezione batterica, una delle cause dell’ulcera è un impoverimento del flusso di sangue al cervello, che l’ossido nitrico può risolvere.
– Incontinenza urinaria. L’ossido nitrico svolge un ruolo primario nel rilassamento della muscolatura liscia della vescica, consentendone il riempimento con l’urina. In carenza di ossido nitrico la vescica non si rilassa e perde urina in modo incontrollato.

Possibili patologie che possono trovare giovamento dall’ossido nitrico
Morbo di Alzheimer e altre malattie del cervello. In queste patologie è riscontrata una carenza di ossido nitrico. Deterioramento delle funzioni mentali dovuto all’invecchiamento. L’ossido nitrico, essendo un gas, riesce con facilità a superare la barriera encefalica e pare in grado di prevenire la distruzione dei neuroni e riparare le sinapsi danneggiate: notevoli miglioramenti sono stati notati nella memoria a breve termine. Morbo di Chron e sindrome da intestino irritabile. Anche in queste patologie è stata accertata una carenza di NO.

Potenziare la produzione endogena di ossido nitrico
Fare attività fisica. I soggetti allenati, grazie alla vasodilatazione indotta dall’esercizio fisico, presentano livelli più elevati di NO rispetto ai sedentari.
– Utilizzare cibi ricchi di arginina. L’utilizzo di determinati cibi quali arachidi, carne, melone, noci, soia, mandorle, salmone, incrementando i livelli di questo aminoacido potenziano la produzione di ossido nitrico. È interessante notare che è efficace a questo scopo anche il cioccolato fondente, in modo proporzionale alla presenza di cacao. La presenza di grassi saturi potrebbe rappresentare un deterrente, ma l’acido stearico e l’acido palmitico, presenti nel cacao, sono in realtà inerti, cioè non danno impatto negativo sulla produzione degli eicosanoidi.
Evitare i grassi saturi e i grassi idrogenati. Un elevato consumo di grassi saturi porta ad un incremento del colesterolo LDL, con danneggiamento dell’endotelio causato dalla formazione di placche e accumuli di grasso, con conseguente riduzione di produzione di NO. L’drogenazione, processo di saturazione dei grassi vegetali, tramite l’idrogeno, ai fini di conservare più a lungo il prodotto trattato, provoca un pericoloso e notevole incremento del colesterolo cattivo. Leggete sempre le etichette prima di acquistare un prodotto!
– Consumare olio extravergine di oliva. L’idrossitirosolo, un polifenolo presente nell’olio extravergine d’oliva, è un potente antiossidante, ha effetti benefici sulla salute e incrementa la produzione di NO.
Consumare abitualmente pesce. Il contenuto di omega 3 dei pesci determina un miglioramento di salute generale ed una protezione nei confronti dell’ossido nitrico.
– Consumare cibi ricchi di fibre. I fitonutrienti contenuti nelle fibre, hanno la capacità di proteggere l’endotelio, incrementando la produzione di ossido nitrico. I fitonutrienti sono sostanze nutritive, presenti nella buccia di frutta e verdura, responsabili del colore e del sapore dell’alimento. Le loro proprietà non si conoscono ancora a fondo.
– Consumare abitualmente tè verde. L’epigallo catechin 3 gallato, un polifenolo presente nel tè verde, è un potente antitumorale, accelera il metabolismo e incrementa la produzione di NO.
– Integrare con omega 3. Favorendo la produzione di buoni eicosanoidi, gli omega 3 svolgono un’azione protettiva nei confronti dell’ossido nitrico. Questa integrazione assume maggior importanza nei soggetti che non consumano pesce.
Utilizzare frutti rossi o succo d’uva o, se gradito, con moderazione vino rosso. Il resveratrolo, un polifenolo presente in questi prodotti, ha azione antiossidante, rallenta i processi di invecchiamento ed incrementa i livelli di NO. – Integrare con L arginina. Una buona idea per elevare la concentrazione di ossido nitrico potrebbe essere quella di utilizzare specifici integratori per questo scopo. Sappiamo che è soprattutto l’aminoacido arginina a produrre NO nell’endotelio, tuttavia ritengo che le indicazioni più precise non possano essere che quelle suggerite da Louis Ignarro, il quale consiglia oltre all’assunzione giornaliera di 4–6 grammi di arginina, da 200 a 100 mg di citrullina, aminoacido che ha un effetto sinergico con il precedente, potenziando la produzione di NO, 500 mg di vitamina C, la quale migliora la funzionalità dell’endotelio, potenziando la produzione di NO, 200 IU di vitamina E, la sua azione antiossidante protegge l’ossido nitrico dai radicali liberi, da 400 a 800 mcg di acido folico, che ha la capacità di ridurre i livelli di omocisteina, un aminoacido che danneggia le cellule endoteliali, 10 mg di acido alfa lipoico, che ha un’azione antiossidante ad ampio spettro d’azione, essendo questo prodotto sia idrosolubile, sia liposolubile, con effetti benefici nella protezione dell’endotelio. Inoltre l’ALA potenzia l’efficacia antiossidante di vit C e vit E.

Naturalmente chi volesse adottare questa integrazione e mettere in pratica i suggerimenti di questo articolo deve farlo sotto stretto controllo medico.

Roberto Calcagno