I soggetti affetti da alcune patologie specifiche possono svolgere un’attività fisica controllata e monitorata all’interno di palestre riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) Da qualche tempo, il nostro...

I soggetti affetti da alcune patologie specifiche possono svolgere un’attività fisica controllata e monitorata all’interno di palestre riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN)

Da qualche tempo, il nostro centro, Zenit Professione Benessere di Bondeno (FE), ha fatto una scelta importante: abbiamo deciso di prenderci cura delle persone che hanno problematiche che non tutti sanno gestire nel giusto modo. Per questo, da aprile 2013 siamo certificati come palestra etica e, da novembre 2013, anche come palestra sicura.
Questi riconoscimenti permettono al centro di essere presente nel registro delle strutture riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come idonee per accogliere e seguire, con un percorso specifico, soggetti affetti dalle più comuni patologie del nostro tempo quali diabete, obesità, sindrome metabolica, osteoporosi, lombalgie le cui conseguenze sul lungo tempo alzano l’indice di ospedalizzazione.
Con il mio socio abbiamo deciso di abbracciare questa nuova visione del “fare attività per la salute” in quanto crediamo fermamente che la “pillola del movimento”, se somministrata con criterio, possa essere un valido alleato per contrastare gli effetti negativi e, in alcuni casi, essere capace di migliorare la situazione patologica presente nei soggetti. Questa affermazione è avallata da numerosi studi effettuati in ambito scientifico da almeno un ventennio.

Piani di intervento
Il Progetto Regionale Palestre Etiche e Palestre Sicure, inserito nel Piano Regionale della Prevenzione 2010 -2012, prevede un percorso riconducibile a due piani di intervento: uno di base corrispondente alla certificazione Palestra Etica, che prevede prima l’adesione da parte delle strutture ad un Codice Etico adottato dalla Regione Emilia Romagna, e in seguito le verifiche di possesso dei requisiti strutturali, di personale e igienico-sanitari previsti dalle normative nazionali, regionali e dai regolamenti locali vigenti, messe in atto dai Servizi di Medicina dello Sport e Sanità Pubblica.
Il secondo intervento, corrispondente al riconoscimento di Palestra Sicura, riguarda soprattutto la somministrazione dell’attività fisica come supporto/sostegno/potenziamento di un percorso terapeutico, da parte di personale qualificato e formato ad hoc. Nel nostro caso, Chiara Fabbri, la coordinatrice del progetto, è laureata in Scienze Motorie ed ha preso parte al corso di formazione specifica “Girolamo Mercuriale” ottenendo il riconoscimento di referente per la salute nella prevenzione e nel benessere.

Il movimento come farmaco
Durante questa esauriente formazione, sono state presentate le linee guida per creare protocolli di attività fisica specifici (durata del lavoro, intensità idonee, primo soccorso etc.) rispetto alle varie patologie, dopo aver attentamente esaminato molti studi scientifici effettuati nei vari ambiti. La Regione Emilia Romagna sta lavorando per riuscire ad interagire al meglio con i Medici di Medicina Generale (MMG), mettendoli nelle condizioni di individuare quei pazienti che, se inviati alla Medicina dello Sport per opportuni accertamenti, vengano invitati a rivolgersi autonomamente a strutture di fiducia del SSN, quindi Palestre Sicure, in grado di leggere e attuare una “somministrazione di movimento” prescritta dal medico specialista.
Il nostro obiettivo è riuscire a creare una rete di collaborazioni sul territorio con enti locali, medici di medicina generale, medici dello sport, con la quale riuscire a rispondere alle esigenze di “salute” promuovendola anche attraverso il movimento come “farmaco”. Come si può facilmente intuire, questo progetto risulta molto ambizioso per il grande cambiamento culturale che prevede; la palestra non deve più essere il luogo solo di “pochi” ma deve diventare di “tutti” quelli che lo riconoscono come occasione di conoscenza, esperienza e cultura del movimento per il benessere e la salute in tutte le loro accezioni, consapevoli di affidarsi a professionisti le cui competenze vengono di continuo aggiornate da un organo superiore quale il SSN, attraverso la Regione Emilia Romagna nel nostro caso.

Le prime testimonianze
Noi siamo già partiti con alcune esperienze che Chiara sta seguendo direttamente: “… accompagnare i nostri utenti patologici nella comprensione di dati come la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e guidarli nell’ascolto delle proprie sensazioni positive e negative durante l’attività fisica proposta, sono aspetti fondamentali per renderli consapevoli degli effetti che si possono ottenere. Inoltre, il fine ultimo del progetto, è educarli in modo tale che possano modificare il loro stile di vita ed essere in grado di auto-monitorarsi per continuare a fare movimento in assoluta sicurezza, rispettando i limiti imposti dalla patologia, se ce ne sono. Tutto questo fa sì che gli utenti una volta davanti al proprio medico di medicina generale, possano confrontarsi con loro in maniera più consapevole, fornendo un feed-back preciso rispetto all’attività intrapresa. In questo modo si riesce a creare la famosa ‘rete’ tra figure professionali che hanno come unico obiettivo il “prendersi cura” della salute di quella persona”.
Il passo che abbiamo fatto è sicuramente importante e ci porta a prenderci responsabilità che riguardano la salute delle persone, ma riteniamo che questo rientri nelle nostre competenze e unendo il corso seguito da Chiara con la nostra esperienza sul campo ormai consolidata, riteniamo di avere i giusti mezzi per aiutare le persone a migliorare il proprio stile di vita e a far sì che le problematiche fisiche non condizionino la loro vita. Speriamo che anche i medici stessi, sapendo che esistono centri accreditati e sicuri, sposino la causa e aiutino le persone a curarsi con il movimento. Si deve entrare nell’ordine di idee che tutti possono fare fitness, basta solo sapere quale fitness somministrare per le specifiche problematiche. L’idea di somministrare un farmaco chiamato “movimento” ci rende sempre più consapevoli delle nostre potenzialità sulla salute delle persone e ci fa capire che siamo importanti anche per la loro salute.

Per approfondire:
www.palestrasicura.it
www.saluter.it
www.luoghidiprevenzione.it

Manuele Mazza


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