L‘antropomorfizzazione è la tendenza ad attribuire caratteristiche umane agli animali trattandoli come persone.

La mancanza di una cultura cinofila ha portato ad adottare comportamenti che costituiscono situazioni di stress per l’animale.

Questo atteggiamento ha portato negli ultimi decenni un cambiamento nel modo in cui gli individui vivono il rapporto con gli animali d’affezione, che vengono sempre di più considerati come “uno di famiglia”. Anche il legislatore ha recepito questa tendenza affermando, tra l’altro, cosa di non poco conto, che in linea di principio gli animali d’affezione possono accedere a qualunque luogo o esercizio pubblico, salvo che non venga segnalato il divieto con apposito cartello.

La sensibilità verso gli animali in ogni caso, che si voglia o no, corretta o sbagliata che sia, è mutata aprendo nuove possibilità di business anche per i gestori di centri fitness.

Come per tutte le opportunità che si presentano, anche nel nostro caso è fondamentale documentarsi, studiare e appassionarsi al mondo del cosiddetto Pet, in modo da proporre un prodotto innovativo e, se necessario, anche in controtendenza alla dilagante cultura dell’antropomorfizzazione.

D’altronde di aree e di centri cinofili attrezzati con percorsi agility, con palestre e con piscine per gli animali d’affezione il mondo è pieno e si stanno affermando sempre di più anche in Italia, ma non mi risulta che esistano dei centri fitness che abbiano sviluppato la loro offerta in questo senso, almeno fino ad ora.

Allenarsi con il pet

Tenersi in forma in compagnia del proprio animale è sicuramente più divertente e stimolante e grazie anche ad allenamenti specifici studiati appositamente per loro e con loro potrebbe esserlo ancora di più.

Naturalmente fare entrare un animale in palestra non è cosa di poco conto e se poi il concept prevede l’interazione uomo-animale in un ambiente promiscuo il quadro si complica notevolmente, non tanto per l’igiene, oggi gli animali sono in alcuni casi ammessi nelle corsie degli ospedali, ma piuttosto per l’accettazione da parte del cliente generalista.

Prendendo ad esempio il settore della ricettività, che è da tempo attento a questa tipologia di cliente, possiamo notare che un numero rilevante di strutture alberghiere considerano gli animali d’affezione alla pari dei loro padroni, offrendo e pubblicizzando come plus i servizi a loro dedicati. E se questo funziona per un albergo, tutto è possibile e quindi potrebbe anche un centro fitness diventare un centro Fit Pet Friendly.

Del resto esistono già oggi la dog dance (balli con il cane), il Doga (Yoga con il cane), il frisbee dog, ecc., perché no il Fit Dog o Fit Pet in palestra con il proprio padrone?

Il concept deve comprendere una serie di attività specifiche e personalizzate gestite da personal trainer cinofili con l’utilizzo ad esempio di tapis roulant, piccoli attrezzi usati in modo improprio e percorsi che aiutano anche a sviluppare l’interazione tra animale e padrone per migliorare la loro vita insieme fuori dalla palestra.

Dotare il centro fitness di una sala agility o meglio di una area fit dedicata in grado di offrire un luogo fresco o caldo a seconda della stagione, nonché un luogo asettico dove allenarsi con il proprio animale, non è una operazione particolarmente impegnativa, sia dal punto di vista economico che organizzativo.

Migliorare il servizio con una piscina apposita offre una opportunità per giocare, allenarsi, ovvero per imparare a nuotare e dedicare un’area benessere per l’animale con zona relax e una serie di servizi quali il Dog sitting, la ludoteca, il wash box, ecc.

Una precisazione: l’importante è evitare di copiare l’originale. Come detto, di centri cinofili che offrono servizi fitness per gli animali d’affezione il mondo è pieno. La novità è nel fare attività ludico-motoria insieme al proprio animale ottimizzando tempi e aspettative in un ambiente studiato ad hoc.

Questo genere di iniziativa per avere successo deve attenersi ai principi del marketing e della comunicazione lavorando in primis sul concept di Pet frendly, elaborando un Format studiato sulla base di un progetto di sviluppo in franchising e sviluppando accordi di co-Branding con aziende del settore.

Per quanto riguarda invece la commercializzazione e distribuzione del prodotto, essendo questo destinato ad un target ben definito e facilmente identificabile, non dovrebbe essere difficile per il gestore di centro fitness procurarsi i data base di contatti di proprietari di animali e associazioni cinofile e venatorie da lavorare con dinamiche di tele-marketing, mailing e social. Infine, la novità dell’essere i primi a sviluppare l’idea dovrebbe fare il resto.

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