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Chissà perché, sono in molti a pensare che le email non le apra (e quindi non le legga) nessuno. La risposta più sensata a questi guru della domenica (che pensano di essere la misura di tutte le cose solo perché LORO non leggono l’email) la danno i numeri: nel 2016, il 72% delle persone preferisce l’email agli altri canali di contatto, e il 55% delle aperture di email avviene via mobile.

E il 90% dei consumatori legge l’email una volta al giorno, tanto che un’analisi mostra che 1 $ bene investito in email ne porta 44,25 $ di ricavo: un ROI notevole, quasi imbattibile!

All’interno di un mix comunicativo, quindi, l’uso dell’email marketing ha tuttora il suo appeal e la sua importanza, che vanno commisurati al risultato che si vuole ottenere, al nostro punto di partenza, al tipo di persone che si vogliono coinvolgere, al messaggio che si vuole inviare.

Le basi dell’email marketing sono due

  1. la costruzione della mailing list
  2. la scelta dell’Email Service Provider, cioè la società che gestisce l’invio di campagne marketing.

COSTRUZIONE DELLA MAILING LIST

Un buon elenco degli strumenti più utili per la creazione della propria lista di contatti si può trovare in questa pagina di EmailMarketingBlog, un blog (miracolosamente in italiano!) con ottimi spunti e indicazioni per la costruzione di una strategia email.

Qui si può notare come la mailing list possa essere costruita e ampliata attraverso Google Adwords, Facebook, Landing pages e/o Plugin ad hoc, ma parte sempre da un piccolo nucleo di clienti o conoscenti. E in questo le palestre hanno un vantaggio enorme rispetto ad altri settori: conoscono facilmente i dati dei propri clienti, e quindi anche l’indirizzo email; ma devono ricordarsi di chiederlo (e molti ancora non lo fanno) e di porre questa richiesta come prerogativa irrinunciabile per l’iscrizione, al pari dei dati anagrafici e di residenza o al numero di telefono. Naturalmente, va chiarito che la richiesta dell’indirizzo email li fa entrare automaticamente nell’elenco dei destinatari di una newsletter, almeno mensile, che tratterà tematiche inerenti il wellness e il fitness e le modalità di allenamento: in questo modo il consenso all’invio di email sarà chiaro, e non si rischierà di finire nello spam o, addirittura, di essere bannati.

SCELTA DELL’ESP

Di provider ce ne sono tanti. Alcuni gratis, ma solo se usati per scopi non commerciali, altri solo a pagamento, altri con formule freemium, cioè gratis fino a una certa soglia di contatti e poi a pagamento. Ognuno scelga quello che preferisce (e magari un’altra volta approfondiremo cosa fa propendere verso l’uno anziché verso un altro). A me pare che Mailchimp sia decisamente uno fra i migliori. Ha una formula freemium, che fino a 2000 contatti non fa sborsare un centesimo; un editing semplice e accattivante; una dashboard piena di dati da analizzare. Ma soprattutto, ed è qui il plus rispetto ai concorrenti, è una piattaforma perfettamente integrata con Facebook. Non solo perché è l’unico mailer integrabile direttamente nel processo di creazione di audience personalizzate per gli annunci Facebook (e già di per sé non sarebbe poco), ma perché dall’inizio di febbraio si può creare e gestire direttamente le proprie campagne Facebook partendo dall’account di Mailchimp.

Ciò significa che si può usare Mailchimp per la costruzione delle proprie liste di potenziali clienti (lead generation) e poi, senza uscire dal sito, usare queste liste per far visionare loro una campagna Facebook creata lì per lì.

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