Postura e malocclusione

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Le alterazioni stomatognatiche, la malocclusione, o la mancanza anche di un solo dente possono divenire fonte di disturbo posturale e malessere

Il corpo umano è una macchina complessa ed estremamente coordinata. Purtroppo, però, per una serie di motivazioni, la risoluzione di problemi e patologie che interessano il nostro corpo non avviene in modo altrettanto coordinato. Siamo portati a osservare la patologia che rientra nella nostra specializzazione, senza considerare che anche il trattamento andrebbe coordinato tra i vari specialisti. Com’è noto, molti malesseri, che possono nel tempo divenire patologie croniche, sono un segnale indiretto che si materializza anche in un punto del corpo che, apparentemente, non ha niente a che fare con il malessere stesso. Il più evidente di questi segnali si evidenzia nella postura, che rappresenta la risposta dell’organismo alle sollecitazioni dovute alla forza di gravità in rapporto all’ambiente, ed è un adattamento proprio di ogni individuo agli stimoli emozionali, psichici, fisici.

A questo punto, l’organismo mette in atto una serie di strategie per ottenere la miglior postura possibile con il minimo consumo energetico. Le informazioni visive, endocettive, oto-vestibolari, propriocettive, esterocettive, provenienti, cioè, dall’interno e dall’esterno attraverso gli organi percettivi, vengono tradotte, modulate e integrate per vie riflesse attraverso risposte motorie efferenti, provenienti cioè dal sistema nervoso centrale, che si traducono nell’adattamento dell’equilibrio statico o dinamico consono alla situazione ambientale.

Come si adatta il nostro corpo?
L’occlusione dentale è parte integrante di questo sistema adattativo. La relazione tra apparato stomatognatico e postura trova le sue basi anatomiche ed embriologiche nel cosiddetto legamento tempero-mandibolare di Pinto (cfr. professor Antonio Cesarani, direttore della U. O. Audiologia, Milano, 1995). Gli studi effettuati hanno evidenziato che tale legamento altro non è che la prosecuzione del legamento del martello (orecchio medio).

Pertanto, uno slittamento del disco dell’articolazione temporo-mandibolare determina una trazione del legamento, che causa l’affondamento della platina della staffa e una iperstimolazione del labirinto; non a caso, oggi, gli odontoiatri particolarmente competenti nella patologia da disfunzione temporo-mandibolare utilizzano di routine la pedana stabilometrica, che registra le variazioni del baricentro del corpo umano. Le risposte del sistema posturale fine sono le vie motorie efferenti, con particolare riguardo agli effettori muscolari che stabilizzano la posizione del piede (nello specifico il muscolo soleo).

In condizioni normali, le informazioni afferenti vengono riconosciute, confrontate, modulate e integrate nel Sistema Nervoso Centrale, dove avviene la programmazione efferente (risposta). Se l’anomalia della risposta oltrepassa le capacità di adattamento, la strategia motoria efferente sarà, ovviamente, anomala. Le capacità di adattamento centrale non sempre sono le stesse: vengono ridotte, ad esempio, dagli stress fisici, iatrogeni, psichici, rendendo più probabile una risposta anomala per stimoli abitualmente sopportati. Ecco perché alterazioni stomatognatiche di vecchia data, malocclusione, o mancanza anche di un solo dente, possono divenire, improvvisamente, fonte di disturbo posturale e malessere.

I problemi causati dalla malocclusione
I disordini della ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare) rappresentano il 90% delle patologie dolorifiche cranio-facciali e possono determinare alterazioni del sistema posturale. Tale articolazione può alterarsi facilmente, tanto che, in circa il 20% delle persone completamente asintomatiche, può rilevarsi uno scroscio mandibolare o un click articolare. La relazione esistente tra la postura e l’occlusione dentale può portare a sintomi apparentemente non identificabili con patologie specifiche tendenti a cronicizzare, come, ad esempio, le cefalee muscolo-tensive, le lombosciatalgie, le contratture muscolari, le vertigini, etc…

Nel caso di cefalee muscolo-tensive, una dislocazione primaria o secondaria del condilo può influenzare, attraverso i muscoli sopra e sotto-ioidei, quelli della masticazione. Come compenso finale, i muscoli temporali e nucali modificano il sistema posturale per ristabilire l’equilibrio attraverso l’irrigidimento e l’eccessiva contrazione dei muscoli dorsali, con conseguente insorgenza del classico mal di schiena. Gli adattamenti della posizione della testa necessari a correggere la linea di orizzonte in caso di alterazioni della postura statica e dinamica si riflettono anche sul tono dei muscoli posturali della mandibola con contrazione muscolare asimmetrica. La meccanica dell’ATM può alterarsi per un’anomala tensione asimmetrica del muscolo pterigoideo e/o per una malposizione del condilo.

Pertanto, una delle cause di patologia dell’ATM è la modifica strutturale. Le irregolarità nella posizione dei denti che portano a una malocclusione, a una dislocazione della mandibola e quindi del condilo, possono comportare la genesi di impulsi dolorosi. Un altro elemento causa di disordine dell’ATM è la modificazione funzionale, tipica del bruxismo. La postura si regola attraverso complessi meccanismi neuro-muscolari che implicano i ricettori, gli organi di senso, il sistema nervoso, ma anche la psiche. Per il corretto funzionamento del sistema posturale, l’occlusione mandibolare deve possedere caratteristiche di armonia.

Come intervenire
La risposta anomala del sistema posturale non è una patologia curabile con una singola terapia, ma, essendo un insieme di sintomi che possono essere causati da problematiche di tipo visivo, podalico, orale, propriocettivo, vestibolare ed epiteliale, esige un trattamento specifico da parte di un’équipe di specialisti.

La funzione dell’apparato stomatognatico, quindi, non è solo la masticazione, la fonazione, la deglutizione, ma soprattutto il continuo reperimento, tramite i movimenti per l’esplicazione di tali funzioni, di messaggi a partenza occlusale per l’equilibrio della postura di tutto il corpo. Perciò è importante l’armonia dell’occlusione ai fini della postura generale. Nella cura dell’atleta, dunque, bisogna considerare l’aspetto posturale, ma soprattutto comprendere le cause di tale alterazione del sistema. Sarà il caso di porre maggior attenzione all’atteggiamento fisico del nostro allievo, osservando, ad esempio, se durante il gesto atletico, serra la bocca, se spesso accusa mal di testa, o se, dal gesto atletico stesso, si può evincere una modificazione nella capacità di equilibrio, tutti segnali tipici di un probabile problema occlusale.

Anche se, visti gli innumerevoli fattori che determinano le modificazioni posturali, va aggiunta un’analisi attenta di tutte le varianti che ne conseguono. Il punto di partenza, infatti, è quanto sia importante la collaborazione di diverse figure professionali (ortopedico, oculista, gnatologo, otorinolaringoiatra, osteopata, fisioterapista, podologo, allenatore, preparatore atletico, etc.). Ciascun individuo ha un proprio bagaglio di informazioni, di abitudini e di atteggiamenti posturali, che consente all’organismo di sopportare e di adattarsi a ogni modificazione esterna e interna, che, però, spesso, a distanza di tempo, può nascondere patologie latenti.

Nell’ambito della prevenzione, l’allenatore, l’istruttore e il professore di educazione fisica hanno un compito molto più importante dell’allenamento e della preparazione dei giovani allievi. Essi sono i primi, infatti, che, se sensibilizzati, possono accorgersi precocemente di eventuali alterazioni posturali. Un intervento tempestivo può aiutare a risolvere, con piccoli e importanti accorgimenti, problematiche scheletriche, occlusali e posturali che possono risultare molto più complicate da trattare in seguito. Avere a disposizione un ventaglio di figure professionali, alle quali poter fare riferimento, quando si evidenzia una problematica, diventa prioritario e fondamentale.

Molta strada si è fatta nella ricerca di queste correlazioni, ma non a sufficienza. La salute del corpo umano è frutto di un geniale e complicato sistema di interazioni, ed è impensabile e ingeneroso nei confronti della natura gestirla a compartimenti stagni.