protesi dell'anca

Protesi all’anca: quando riprendere con lo sport?

Quando si può tornare a praticare attività sportiva dopo un intervento chirurgico di protesizzazione d’anca? E quali sono le attività praticabili?

 

L’intervento di protesizzazione d’anca prevede la sostituzione di parte o di tutta l’articolazione coxofemorale conseguentemente a fratture, patologie degenerative come l’artrosi, reumatologiche come l’artrite reumatoide e congenite, come la displasia congenita, che non trovano beneficio da altri trattamenti conservativi come la ginnastica riabilitativa, le terapie fisiche, i farmaci e gli integratori. Più frequentemente rispetto al passato, tale soluzione chirurgica viene proposta in età sempre più precoce in soggetti che tra l’altro hanno la volontà di praticare le attività sportive svolte in epoca precedente all’intervento.

Fermo restando che ogni individuo può avere particolari controindicazioni di diversa natura, come patologie oculistiche, cardiologiche o ortopediche in altri distretti, da considerarsi nel giudizio di idoneità alla pratica sportiva, e che ogni attività motoria deve essere autorizzata per tipologia, intensità e precauzioni da adottare dall’equipe medica che ha seguito il paziente, vediamo in sintesi quali sport sono di norma praticabili a livello ludico-amatoriale. In ogni caso, la graduale ripresa della pratica sportiva è solitamente consentita non prima di quattro mesi dall’intervento, periodo in cui il dolore è completamente scomparso e il pieno recupero stenico, articolare e propriocettivo è stato già raggiunto e consolidato.

anca

Semaforo verde

Sono di norma praticabili tutte quelle attività che non prevedono vigorose sollecitazioni delle strutture protesiche e che contribuiscono a mantenere un buon trofismo del cingolo inferiore. È possibile e consigliato, quindi, effettuare camminate ed esercizi in palestra a carico naturale, ma anche discipline come il nuoto, il golf, la bicicletta, lo sci di fondo, il canottaggio e il ballo da sala.

Semaforo giallo

Alcuni sport sono di norma consentiti, se praticati mono settimanalmente o più raramente, e se già praticati in precedenza in modo da poter beneficiare sia dell’esperienza sia della tecnica così da ridurre lo stress articolare e limitare le possibilità di caduta.

È, quindi, questo il caso del tennis consigliato in doppio anziché in singolo, su terra battuta anziché su terreno sintetico, in allenamento anziché in partita, o dello sci in discesa proponibile effettuando curve larghe anziché strette, su neve battuta anziché fuoripista o su fondo ghiacciato, ed utilizzando apposite racchette.

Pattinaggio su ghiaccio o su rotelle sarebbe meglio evitarli, non tanto per il gesto sportivo, che è ben tollerato dall’impianto, ma per l’aumentato rischio di caduta con possibile danno alla protesi o alle strutture anatomiche circostanti.

La pesistica è, infine, possibile considerarla ma limitando notevolmente i sovraccarichi, soprattutto per gli arti inferiori, e privilegiando, dove possibile, le varianti d’esercizio da sdraiati o da seduti rispetto a quelle in stazione eretta.

Semaforo rosso

Sono sconsigliate, invece, tutte quelle attività che prevedono salti energici per il sovraccarico protesico conseguente, frequenti possibilità di caduta o di impatto con altri giocatori come ad esempio il calcio, il basket, la pallavolo, il climbing, la ginnastica aerobica o artistica

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