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Secondo i dati presentati in occasione della European Week of Sport, in Europa circa il 6% delle morti è dovuto alla mancanza di movimento. E i nostri figli sono i più pigri di sempre.

Ottanta miliardi di euro l’anno. A tanto ammonta il costo dell’inattività fisica, che oggi riguarda circa 210 milioni di cittadini in tutta l’Unione Europea. Un dato significativo, e altissimo, che comporta non solo conseguenze sulla salute dei singoli sedentari, ma anche sulla situazione dell’Economia internazionale. A spiegarlo sono i dati presentati durante l’European Week of Sport, iniziativa della Commissione Ue volta a promuovere lo sport e l’attività fisica in tutto il continente.

In Europa circa il 6% delle morti è dovuto alla mancanza di movimento

All’hashtag #BeActive, cioè “sii attivo”, invito che alla luce dei dati presentati assume un nuovo significato, infatti, esperti e docenti di rilievo internazionale hanno portato a Bruxelles studi ed analisi relativi ai rischi determinati dalla totale sedentarietà. E il bilancio è funesto: secondo Marisa Fernandez Esteban, vice capo dell’unità Sport della Commissione UE, in Europa circa il 6% delle morti è dovuto alla mancanza di movimento.

Non solo. Pare anche che i bambini di oggi, cioè per intenderci i nostri figli, siano i più inattivi di sempre, il che potrebbe avere conseguenze sulla durata della loro vita.

L’Italia, come spesso accade, ha conquistato un posto sul podio dei Paesi più sedentari. Preceduti soltanto dagli inglesi, gli italiani sono per un terzo incapaci di raggiungere i livelli di attività fisica quotidiana raccomandati dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, nello specifico, il 38% delle donne e il 28% degli uomini.

Eppure basterebbero appena 150 minuti alla settimana di movimento per adeguarsi agli standard minimi di movimento. Ma i giovani non fanno meglio: il 92% dei tredicenni italiani non raggiunge gli standard Oms.

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