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Dalla ricerca un’importante innovazione: strategie di applicazione del Tape Elastico® per il miglioramento della performance

Il metodo Taping Elastico® è un ausilio ormai diffusamente utlizzato in terapia, riabilitazione, rieducazione, riatletizzazione e nel miglioramento del benessere generale. Un metodo che è nato per offrire un prezioso supporto nella gestione dell’atleta.
Dopo un’impegnativa ricerca sperimentale e una consolidata esperienza pratica, questo metodo supera i consueti concetti di bendaggio sportivo, proponendo un modello di applicazione per il miglioramento della performance in allenamento e, dove concesso, in gara. I bendaggi presentati sono inediti, innovativi e avvolgono le varie catene cinetiche sport specifiche.
Alla base di tutto il lavoro svolto c’è un progetto di ricerca su larga scala in atleti di pallavolo, calcio, basket, tennis, nuoto, ciclismo, rugby e sport da combattimento. Ogni atleta ha indossato l’inedita applicazione, sia in allenamento che in gara, riportando feedback riguardanti: la percezione dell’applicazione a riposo, la percezione dell’applicazione nel riscaldamento, la percezione dell’applicazione durante gli atti motori, la percezione nel complesso dell’attività. Ogni applicazione presentata ha riportato sempre feedback positivi, dimostrando un miglioramento delle varie capacità allenabili sia in allenamento sia in gara.

Il principio di queste tecniche è fondato sui due concetti neurofisiologici che sono alla base del metodo: la decompressione dei tessuti superficiali, quindi la mobilizzazione dei fluidi per variazione dei gradienti pressori e la stabilizzazione muscolare; l’incremento dell’attività neuro-motoria per feedback neuro-muscolare.
La decompressione dei tessuti, cioè l’effetto delle convoluzioni sulla cute, determina un minor gradiente pressorio, quindi, un richiamo di sangue che viene mobilizzato dagli spazi interstiziali. Ne consegue che l’organismo si riorganizza mobilizzando tale staticità di fluidi e riossigenando i tessuti più profondi.

Nella stabilizzazione, invece, attraverso studi condotti con elettromiografia e dinamometri si è osservato che la permanenza del nastro elastico è in grado di aumentare la forza muscolare. Questo, verosimilmente, avviene per un riflesso cutaneo in grado di stimolare le interconnessioni midollari e determinare un potenziamento del segnale in uscita.

Queste due metodologie sono combinate in traiettorie che, nel complesso, stimolano le normali potenzialità dell’organismo consentendo di aumentare le capacità neuro-psico-fisiche, diminuendo i tempi di recupero.

Traumatologia
Il metodo Taping Elastico in ambito sportivo propone, inoltre, una serie di applicazioni per la gestione dell’infortunio. Ad esempio, esistono applicazioni linfodrenanti che sono utilizzate con lo scopo di potenziare il deflusso dei fluidi stravasati.

Esistono, inoltre, specifiche applicazioni stabilizzanti per il danno articolare. Questo nuovo concetto di stabilizzazione consente, oltre a migliorare il controllo articolare quando l’atleta indossa il nastro, di dare una stimolazione propriocettiva in grado di rieducare e di potenziare l’articolazione nel tempo. Grazie a questa innovativa tecnica l’articolazione deficitaria rimarrà potenziata anche a nastro rimosso.

Indicazioni e controindicazioni
Poiché il metodo Taping Elastico non è uno strumento invasivo, non esistono vere e proprie controindicazioni alla metodologia. Quelle esistenti sono legate allo stato cutaneo della regione applicata. È quindi controindicato applicare:

• nelle lesioni cutanee

• nelle dermatiti

• nelle patologie dermatologiche

• sui nevi

• sulle angiopatie.

E’ consigliato applicare un’ora prima della prestazione e rimuovere subito dopo.

Giacomo Margiacchi

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