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Tre aziende emiliane raccontano come sono uscite da un periodo di estrema difficoltà e come sono riuscite a rilanciare la propria attività A maggio dello scorso anno uno...

Tre aziende emiliane raccontano come sono uscite da un periodo di estrema difficoltà e come sono riuscite a rilanciare la propria attività

A maggio dello scorso anno uno spicchio d’Italia tremava sotto i colpi inflitti dal terremoto. Era l’Emilia, la terra del fare, delle numerose realtà aziendali a carattere familiare, della piccola e media imprenditoria. Fra le tante storie di quanti hanno subito perdite, danni e contraccolpi economici da questo evento drammatico, ci sono anche quelle del settore fitness. Svariate attività sono rimaste coinvolte nelle drammatiche vicende del terremoto e hanno visto stravolta la propria quotidianità. Riportiamo l’esperienza di tre imprese che hanno vissuto da vicino le conseguenze del terremoto ma che hanno saputo contrapporsi e reagire alla tragedia in maniera immediata ed energica, e che oggi sono pronte a guardare con ottimismo al futuro.
Le tre aziende di cui riportiamo la testimonianza sono: Cruisin’ (attrezzature e servizi per lo sport), Runner (macchinari per il fitness e la riabilitazione) e JT Group (soluzioni gestionali e tecnologiche, sviluppo d’impresa e formazione).

In che misura il terremoto che ha colpito l’Emilia ha condizionato il vostro business? Avete subito danni, rallentamenti di produzione, contraccolpi nella vendita?
ENNIO TRICOMI, AZIENDA CRUISIN’:


“La fortissima scossa di terremoto del 29 maggio che ha devastato le zone di Mirandola, Medolla, Cavezzo e Finale Emilia ha fatto tremare a lungo anche gli edifici della città di Modena, creando preoccupazione e panico generalizzato. L’ufficio della Cruisin’ è situato nella zona limitrofa del centro città, abbiamo quindi deciso anche noi di evacuare in via precauzionale. In quel periodo eravamo nel pieno dell’organizzazione di grandi eventi estivi, Fitnesslandia dedicato al mondo del wellness, Riccione Estate Danza e Miss Wellness. Abbiamo deciso di trasferirci per alcune settimane a Riccione, sede delle nostre manifestazioni. Ovviamente l’organizzazione ha subito forti rallentamenti e difficoltà, lasciando l’ufficio non avevamo a disposizione i nostri strumenti di lavoro, quindi computer, database, telefoni fissi e altro. Fino a fine luglio abbiamo lavorato in modo “itinerante” tra Modena e Riccione con numerosi costi e ovviamente con un inevitabile calo di presenza alle nostre manifestazioni. Vista l’emergenza gli sportivi che provenivano dalle zone terremotate non hanno potuto prendere parte alle nostre iniziative”.

MARCO BIANCHINI, AZIENDA RUNNER: “Per fortuna il terremoto dell’Emilia non ha condizionato il nostro business, avendo una percentuale molto ridotta di clienti vicini a noi, gli altri lontani e anche all’estero. Purtroppo il nostro capannone non ha retto i colpi delle diverse scosse avvenute in poco tempo. Il paese Cavezzo (MO) insieme ad altri tre-quattro centri vicini hanno subito un grave colpo dal punto di vista degli edifici produttivi, pubblici, commerciali e abitativi. In brevissimo tempo ci siamo spostati con l’intera produzione a Modena, in un capannone in affitto a circa 25 Km di distanza e lì, dopo pochi giorni, sembrava che non fosse successo nulla”.

ANDREA FROSINI, AZIENDA JTGROUP: “Il terremoto che purtroppo ha colpito la nostra zona lo scorso maggio ha inevitabilmente condizionato per certi aspetti il nostro lavoro. Premetto che fortunatamente nell’area dove abbiamo la sede si sono avvertite forti scosse ma non ci sono stati danni materiali a edifici o persone, cosa che invece è accaduta, come tutti sappiamo, a circa 30-40 Km di distanza, con le disgrazie delle quali siamo a conoscenza. Nei mesi successivi abbiamo riscontrato delle difficoltà oggettive nel lavoro quotidiano perché in tali zone si è verificato un arresto negli investimenti di acquisto proprio per la paura e l’incertezza sul futuro. Noi, aziendalmente parlando, abbiamo dovuto rallentare il normale flusso di lavoro ma limitatamente alle giornate delle scosse più forti, quindi si è trattato di due giorni distinti”.

Quali azioni e strategie avete adottato nel post terremoto per reagire e ritornare competitivi sul mercato?
ENNIO TRICOMI, AZIENDA CRUISIN’: “La risposta di Cruisin’ è stata quella di non arrestarsi ma di riversare ancora maggiori energie nei suoi progetti. Abbiamo poi da subito ritenuto necessario contribuire a sostenere le realtà del fitness e della danza delle zone colpite con le quali abbiamo da sempre importanti rapporti di collaborazione. Con il motto “La terra non trema… la terra balla!” Cruisin’ ha attivato diverse iniziative con l’obiettivo di sostenere le scuole di danza delle province colpite dal terremoto, per aiutarle a trovare spazi e risorse per la regolare ripresa autunnale delle lezioni. Abbiamo organizzato spettacoli e rappresentazioni per raccogliere fondi volti a riabilitare le strutture in tempi brevi e tali da consentire la riapertura delle scuole. La raccolta di contributi è avvenuta anche attraverso la vendita di t-shirt con la scritta “La terra non trema…. la terra balla!”. Ancora oggi la vendita delle magliette continua in tutti gli eventi Cruisin’ o tramite prenotazione a info@cruisin.it”.

MARCO BIANCHINI, AZIENDA RUNNER:


“La tempestività e la reattività dei responsabili dell’azienda (la mia famiglia) è stata fondamentale. Dopo pochi giorni abbiamo preso la cruciale decisione di andare avanti e il 06-07 Giugno 2011 eravamo operativi con tutte le nostre forze a Modena. Quindi, per fortuna, rallentamenti nella produzione li abbiamo avuti solamente per un paio di settimane, cosa che ci ha salvato. Al giorno d’oggi, nel nostro come in tanti altri settori, stare fermi uno-due mesi vuol dire chiudere. A Cavezzo diverse attività, purtroppo, a causa dei crolli e delle morti, non so se riapriranno. La cosa importante che abbiamo fatto è stata quella di restare uniti, forti e pensare di andare avanti fin da subito con solo le nostre forze. Mantenendo gli accordi presi in precedenza con tutti,
dalle pubblicità alle fiere in programma”.

ANDREA FROSINI, AZIENDA JTGROUP: “Devo ammettere che ho potuto riscontrare personalmente un interessamento alla situazione e una solidarietà molto forte da parte di clienti, fornitori e conoscenti provenienti dall’intero territorio italiano. Le nostre strategie sono rimaste quelle di sempre, ovvero continuare ad investire e servire tre settori diversi, muovendoci commercialmente in tutta Italia. Riteniamo che per essere competitivi sul mercato, soprattutto in un periodo come questo, bisogna dare al cliente il maggior numero di prodotti/soluzioni possibili”.

Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato nella vostra attività, a seguito del terremoto?
ENNIO TRICOMI, AZIENDA CRUISIN’: “Le maggiori difficoltà incontrate si sono verificate nell’ambito organizzativo e pratico.
Il non accesso all’ufficio per il periodo dell’emergenza ha causato ritardi e disagi ma la prontezza di trovare sempre soluzioni alternative e lo sguardo positivo verso gli obiettivi futuri ci hanno permesso di recuperare rapidamente”.

MARCO BIANCHINI, AZIENDA RUNNER: “Le maggiori difficoltà sono consistite nello spostare tutto in pochissimo tempo, cambiare orari e modo di lavorare e dare assistenza quasi immediata ai clienti. Il primo pensiero per me e la mia famiglia è stato di risistemare il prima possibile il nostro capannone e, a distanza di 8 mesi, devo dire che ci stiamo riuscendo grazie a una grossa forza interiore e alla tenacia che accomuna molti piccoli imprenditori e artigiani. Puntiamo di rientrare nel capannone di Cavezzo il prima possibile per ritornare alla nostra vita di tutti i giorni sperando che un avvenimento così distruttivo non capiti mai più’”.

ANDREA FROSINI, AZIENDA JTGROUP:

“Come detto in precedenza, nella zona colpita maggiormente dal sisma vi è stata una diminuzione di interesse per i prodotti tecnologici come i nostri, a fronte di esigenze obiettivamente più impellenti. La necessità comunque di continuare ad evolversi con l’ausilio delle nostre soluzioni è una percezione che è comunque presente in queste aree”.

Quanto il mondo del fitness/wellness in generale è stato colpito dai recenti fatti drammatici? E quanto, secondo lei, è pronto e in grado di reagire?
ENNIO TRICOMI, AZIENDA CRUISIN’: “Nell’ambito di una crisi economica globale e nazionale che investe ogni settore, inevitabilmente questo drammatico evento ha ulteriormente aggravato la situazione difficile del mondo del fitness e wellness. Ancora una volta Cruisin’ ha deciso di rispondere con professionalità, innovazione e audacia lanciando il nuovo sistema di allenamento Xtempo ideato da Joan Altisen.  I programmi di Xtempo hanno l’obiettivo di riportare le persone a frequentare in modo assiduo le sale del fitness musicale proponendo lezioni adatte a tutti ma allenanti e divertenti. I primi cento istruttori Xtempo stanno confermando le nostre aspettative riscontrando il favore degli utenti. Abbiamo presentato Xtempo anche in alcune palestre dei territori colpiti e questo ha dato alle strutture e ai suoi istruttori nuovo entusiasmo e nuove possibilità di guadagno. Crediamo quindi che se le proposte sono efficaci e di qualità il settore è in grado di dimostrarsi recettivo”.

MARCO BIANCHINI, AZIENDA RUNNER: “I centri fitness più vicini al cratere sono quelli che ovviamente sono stati maggiormente colpiti. Ma tutti, chi sin da subito chi dopo poche settimane, sono ripartiti dando il servizio ai clienti come facevano prima. Una cosa importante che ci tengo a sottolineare è che tutte le realtà commerciali e produttive in questi mesi hanno usato le proprie forze e risparmi per ripartire il più velocemente possibile. Speriamo di ricevere i contributi il prima possibile ma non sappiamo ancora quanto e quando. Una cosa è certa: la bassa modenese è una realtà forte, che non molla mai, ma questo non vuol dire che ce la faremo con solo le nostre forze!!!”.

ANDREA FROSINI, AZIENDA JTGROUP: “Il mondo del fitness/wellness sta attraversando un momento molto particolare, per diversi aspetti, che esulano dal terribile terremoto avvenuto. L’incertezza che vi è attualmente porta ad una fase di studio da parte di tutto l’ambiente sia sugli investimenti che sulle strategie da adottare. Sono altresì convinto che questo settore abbia la forza, il dovere e la possibilità di reagire, a patto che ci siano persone competenti che adottino sempre di più soluzioni innovative come quelle che possiamo fornire noi. È un settore che deve rimanere al passo con i tempi, con gli studi che giornalmente vengono sviluppati e avere l’intenzione di continuare a guardare al futuro, non tralasciando quello che è il bagaglio dell’esperienza pregressa”.

Intervista a cura della Redazione

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