Tra il functional e il bodybuilding

0

Essere un body builder oppure un atleta funzionale? Questo non è il problema… è la soluzione!

Ci troviamo di fronte a tale questione perché, evidentemente, l’attenzione ed il trend del fitness si sta direzionando verso nuove e stimolanti frontiere. Allettanti per noi addetti ai lavori e per i nostri soci. Fortunatamente, perché se riguardiamo le statistiche legate a frequentazioni ed infortuni in palestra tra gli anni ’80 e ’90 ci rendiamo conto che, probabilmente, qualche errore è stato fatto. Non che oggi non se ne facciano, ma di certo in minor numero e rilevanza.

Rispetto al passato, la figura del Personal Trainer è di un professionismo generale di livello sempre più alto, ha migliorato la qualità dei servizi all’interno delle palestre e dei centri wellness. Senza nulla togliere ai miti come Schwarzenegger e Coleman, i nostri fitness club, oggi, hanno perso quella fama di “garage per orchi”. La strada intrapresa passa per quel tipo di allenamenti che puntano alla salute oltreché all’estetica. Per i puristi del “culturismo” sarà difficile crederlo, ma da studi effettuati e programmi di allenamento proposti ad atleti e clienti di palestre il riscontro è stato notevolmente positivo.

Che cos’è il Functional-Building?
Parlare di FUNCTIONAL-BUILDING vuol dire fondere due metodiche di allenamento ben distinte ma, allo stesso tempo, non troppo lontane tra loro: 1. Body Building; 2. Allenamento Funzionale & Bodyweight (corpo libero). Senza dilungarci troppo nella spiegazione di ogni singola tecnica, arriviamo a conoscere il perché del successo di questo melting pot sportivo ed i rapporti inconfutabili tra le due discipline.

Iniziamo dal principio che lega tutti gli allenamenti, di qualsiasi tipo, ovvero la finalità. Lo scopo del bodybuilder è quello di creare un corpo muscoloso e definito rispettando armonia e proporzioni estetiche. Per i profani potrebbe sembrare una futile e vanitosa motivazione, ma per chi lo pratica è un vero e proprio stile di vita. Potremmo dire: “Allora dove si incontrano l’allenamento funzionale col Body Building? Il funzionale non è quella tecnica che ripete in palestra le dinamiche della vita quotidiana? Non sono quegli esercizi che ci eviteranno tanti guai fisici?” …ecco qui che arriva il FUNCTIONAL BUILDING.

La giusta preparazione
Chiunque mette piede in palestra lo fa per due ragioni: stare bene e vedersi bene. Nessuno si accontenta di sollevare 70 kg di bilanciere o fare 50 salti se poi non raggiunge il traguardo che si era prefissato. Nel FUNCTIONAL-BUILDING voglio esprimere proprio questo concetto: con la consapevolezza corporea raggiungere l’armonia fisica.

Negli anni ho sempre cercato di trasmettere ai miei clienti l’importanza di una corretta preparazione allo sforzo enfatizzando il riscaldamento di muscoli sinergici e fissatori. Se dobbiamo allenarci con degli squat pesanti, un buon riscaldamento potrebbe essere: 5′ di rowing, 10 trazioni e magari 20 piegamenti con torsioni laterali. Un preambolo di 8/9 minuti che ci permetta di avere le gambe ben scaldate, addome e lombari pronti, braccia e torace abili nel gestire quello che è uno tra gli esercizi più impegnativi in assoluto per complessità tecnica e muscolare.

Chi ha capito che questa poteva essere la strada giusta, l’ha intrapresa ed ha raggiunto ottimi risultati. Passare dalla panca piana al TRX piuttosto che alla Fit Ball non è stato facile (per molti integralisti), ma verosimilmente chi si è evoluto nel CORE training ha avuto grandi riscontri anche nel lavoro con i carichi. Se nel Body Building si eseguono esercizi isolati e multiarticolari, nel funzionale il 100% del lavoro ha come fondamento la coordinazione e l’allenamento a catena cinetica.

Il miglioramento sensibile dell’equilibrio e della postura aumenta di conseguenza la resistenza muscolare ed articolare; perciò maggiore sarà la resistenza, migliori saranno le prestazioni che ne seguiranno in futuro, sotto tutti i punti di vista. La compensazione (o supercompensazione) non è “esclusiva” del Body Building, bensì una costante di tutti gli sport, dalla corsa al calcio. Nel funzionale, dove le richieste energetiche, nervose e strutturali sono molto alte, l’adattamento gioca un ruolo di primaria importanza. Mescolando lavoro anaerobico ad attività cardiovascolare, abbiamo eluso il più significativo tra i rischi generati dall’aumento di forza e potenza: l’ispessimento delle pareti cardiache.

Controllare l’alimentazione
Una corretta alimentazione, è l’ultimo punto da trattare. Non far mancare il giusto apporto di macro e micronutrienti è fondamentale, se non si vuole incorrere nello spiacevole fenomeno del catabolismo muscolare. Sia per il body building sia per il funzionale vale il rapporto tra peso corporeo, attività svolte e cibo; ne segue la nota percentuale: 40%carbo-30%pro-30%grassi, sul computo calorico giornaliero. In conclusione, con il functional-building ho soltanto espresso un concetto di fitness e benessere psico-fisico che può essere adattato a tutti. Rendendo il più classico bodybuilder un atleta a 360°.