111

Spunti per immaginare una fiera del fitness stimolante e utile per diversi interlocutori, che diverta il pubblico e offra opportunità di business agli operatori

Sono tempi difficili in cui si fa fatica a lavorare. Si fa fatica ad incrementare il fatturato che anzi diminuisce a causa delle continue riduzioni di listino per facilitare le vendite e alla riduzione degli iscritti dovuta alla crisi.
Si dice molto spesso che tutto ciò dipende da una mancanza di professionalità che a sua volta non riesce a trasmettere quel valore aggiunto che vorremmo ci venisse riconosciuto dai clienti che utilizzano le nostre strutture. Si parla anche tanto di cosa proporre, come proporre e a chi proporre. Insomma, oggi più che mai, si sente la fortissima necessità e il desiderio di un grande momento di confronto e di proposte che ci possano aiutare a far crescere e a crescere noi stessi nel nostro settore.
Abbiamo anche l’esigenza di stimolare il pubblico attraverso proposte innovative per far sì che venga sensibilizzato a frequentare i centri wellness e fitness. Tutto questo lo si può e lo si deve trovare in un grande evento nazionale in grado di dare tutte queste risposte: un evento fieristico utile e divertente, stimolante e informativo e formativo. Devo dire che è anche forte la necessità di fare cultura, attraverso iniziative in grado di trasformare i servizi wellness in strumenti culturali interessanti e utili per gli utenti finali.

Gli obiettivi
Una fiera del fitness perciò ha molteplici obiettivi e diversi interlocutori:
– il pubblico fruente che viene per provare e divertirsi
– gli operatori che vengono per informarsi e fare business
– il pubblico che vuole anche informarsi
– gli operatori che vogliono anche formarsi
Tutti cercano cultura del benessere.
Una manifestazione fieristica perciò deve prevedere tutti questi punti, impostandosi in maniera che si possa far fronte alle varie richieste.

Fatto salvo che ci deve essere una parte proprio dedita al divertimento basata sui corsi, e quindi ci devono essere uno o più padiglioni dove si provano corsi e novità musicali senza creare problemi di frastuono esagerato che rende impossibile la comunicazione, il sistema distributivo ed espositivo della fiera deve essere impostato in modo da permettere:
1. agli operatori di presentare le loro novità e prodotti
2. al pubblico di poterli vedere e provare tutti
3. agli operatori di organizzare workshop presentativi
4. al pubblico di poterli seguire con facilità.

Suggerimenti pratici
Per poter raggiungere questo obiettivo credo che per prima cosa sia necessario impostare il percorso dei visitatori come fosse un percorso obbligato in modo da poter scoprire tutti gli espositori. Una specie di gincana che tocca i vari stand stand. In questo maniera i visitatori hanno modo di scoprire tutte le offerte e di provarle soddisfacendo gli espositori. Nel percorso poi si possono inserire aree di servizi/prodotti (come visite mediche, dietologia, massaggi e trattamenti) offerti al pubblico anche a pagamento in modo da alleggerire il costo dello spazio agli espositori e nello stesso tempo presentarli agli operatori. Non bisogna dimenticare che, in tempi di crisi, anche il costo dello spazio espositivo più l’allestimento è diventato quasi insostenibile. Questo creerebbe anche informazione e cultura del benessere rivolta ai visitatori, abituandoli a capire come e cosa si deve fare nei centri fitness, aiutando inoltre il settore a crescere da questo punto di vista.
Sempre sul percorso obbligato si dovrebbero inserire gli stand dell’editoria e del mondo dei viaggi (tour operator, ecc.) avvicinando così di più il concetto di benessere al concetto di turismo. Anche qui ci sarebbe l’opportunità di vendere viaggi e iniziative turistiche (che peraltro potrebbero interagire tra loro: es. viaggi con attività di movimento e trattamenti benessere).
Lungo il percorso obbligato vanno inseriti anche spazi allestiti per presentazioni e interscambi culturali, in modo da coinvolgere il pubblico visitatore e dare la possibilità a tutti di presentare prodotti o di affrontare un dibattito. Spazi relativamente piccoli attrezzati per accogliere fino a 30/50 persone e presentazioni e dibattiti che durano al massimo 45 min., coordinati da una direzione in maniera che non si sovrappongano tra loro evitando anche sovrapposizione di suoni con i microfoni. L’operatore o consulente che invece pretende uno spazio più importante per corsi formativi a pagamento allora utilizzerà altre aree più riservate fuori dai padiglioni.
Occorre inoltre dare risalto alle innovazioni attraverso comunicazione e grafica importante, siano esse tecnologiche o di servizi. Infine le aree adibite al divertimento devono prevedere spazi per i più piccini e una nursery per accogliere i figli dei visitatori.

I servizi fieristici pertanto devono andare incontro al visitatore lanciando automaticamente messaggi culturali tali da accrescere l’attenzione verso il settore.
1. Prevenzione per coloro che frequentano corsi di alto impatto
2. Nursery e intrattenimento per i piccini
3. Informazione attraverso materiale stampato.

Anche il coinvolgimento di interlocutori come l’Esercito Italiano devono e possono trovare spazio in un modo costruttivo. Inseriti nel percorso visitatori possono usufruire dei brevi workshop informativi e formativi dove presentarsi e mostrare le loro attività.
Cultura del benessere deve passare attraverso momenti di confronto coinvolgenti abbracciando operatori, consulenti, sponsor e istituzioni.
Un grande evento fieristico va interpretato come un grandissimo centro wellness che propone i suoi servizi al pubblico dando ampio spazio agli operatori per promuoversi e fare business.
Non necessariamente divertimento e business fanno a “cazzotti”, essi possono interagire con rispetto uno dell’altro, devono fare in modo di proporre e proporsi come continuità e non come alternativa una all’altra: chi frequenta l’area formativa e informativa e business deve trovare inviti poi ad andare a provare e a divertirsi, così come il contrario, chi si trova nell’area corsi e divertimento deve essere invitato attraverso cartellonistica comunicativa e con l’aiuto degli operatori a passare poi nell’area info/formativa e business.
Un evento fieristico deve essere utile a tutti e dare la possibilità di fare business. Forte deve essere la comunicazione attraverso grandi cartelli che possono essere istituzionali informativi, ma anche cartelloni “pubbli-redazionali” dove chi ha interesse, si promuove partecipando economicamente.
Può diventare una fortissima spinta a rilanciare il settore e il mercato in un momento che ce n’è tanto bisogno.

Insomma una fiera accattivante anche nell’immediato aspetto visivo, un grande ingresso all’inizio del percorso ben definito che porta alla fine all’accesso all’area corsi e divertimento. Tutto deve essere proposto liberamente al visitatore, il quale potrà anche visitare la fiera come vuole lui, ma che sarà molto più attratto da questa presentazione.

Fabio Swich

Commenta con Facebook

Commenti