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Come porre la giusta attenzione al risparmio energetico e al rispetto dell’ambiente, cercando nel contempo di ridurre i costi

Nell’ottica della crescente attenzione dedicata all’ambiente e alla ricerca di fonti energetiche rinnovabili, la piscina rappresenta sicuramente un impianto di grande interesse. Lo è per i gestori in primo luogo, poiché in questo difficile momento economico è indispensabile cercare di ridurre i costi, e lo è per le aziende che vendono ed installano impianti, sempre alla ricerca di nuovi potenziali clienti. Il risultato è che alla prima timida richiesta di informazioni il gestore si ritrova bersagliato dalle più disparate proposte, tra le quali è sicuramente difficile destreggiarsi, poiché richiedono una competenza tecnica molto specifica. Nell’ottica del cercare di fare chiarezza, va fatta una doverosa premessa. Le piscine coperte rappresentano ciò che di più “energivoro” si possa immaginare: divorano quantità considerevoli di qualunque tipo di energia, da quella elettrica a quella termica, oltre a consumare in grandi quantità un altro bene preziosissimo per l’ambiente, cioè l’acqua. Le piscine scoperte invece consumano principalmente solo acqua. Dal punto di vista energetico, quindi, è corretto concentrare l’attenzione sulle piscine coperte. Dal punto di vista invece della protezione dell’ambiente, anche le piscine scoperte, che sono diffuse sul territorio in numero molto maggiore e generalmente vengono manutenute con molta meno attenzione, vanno tenute in grande considerazione.

Il risparmio energetico
È possibile risparmiare denaro e risparmiare energia. Spesso le due cose coincidono, ma non è necessariamente così. È infatti possibile percorrere la strada di produrre energia in modo alternativo, pulito, inteso come una modalità differente da quella di allacciarsi alla rete del gestore elettrico e di produrre calore tramite una caldaia alimentata in modo tradizionale, oppure è possibile risparmiare energia cercando di consumare meno, indipendentemente dal sistema di produzione. Chiaramente la scelta migliore sarebbe quella di percorrere entrambe le strade contemporaneamente, se questo è possibile.

Energia alternativa
Diamo alcune brevi descrizioni delle principali tecnologie utilizzate ed utilizzabili nelle piscine coperte. Per adattare ogni soluzione impiantistica alle proprie esigenze, così come per comprenderne semplicemente meglio le possibilità, è comunque indispensabile approfondirne la conoscenza e compiere un attento esame della propria situazione specifica.

Solare termico
È possibile utilizzare pannelli solari per riscaldare acqua. Il funzionamento è concettualmente molto semplice: il sole scalda l’acqua che viene poi immagazzinata ed utilizzata. E’ quello che viene fatto da decenni negli impianti balneari, con un rudimentale sistema di tubazioni nere collocate sui tetti piani delle cabine spogliatoio che vengono collegate più o meno direttamente alle docce. Naturalmente oggi gli impianti sono molto più sofisticati ed efficienti ed assicurano una buona produzione di acqua calda anche durante la stagione invernale, seppure solamente nelle giornate serene. Nella grande maggioranza dei casi questo tipo di impianti può essere utilizzato solamente per produrre l’acqua calda delle docce.

Solare fotovoltaico
Apparentemente è molto simile al solare termico, poiché si utilizzano pannelli che ricavano energia dal sole. In questo caso non si produce però energia termica, ma energia elettrica, attraverso una particolare proprietà delle celle di silicio di cui sono costituiti i pannelli. Poiché la piscina consuma molta energia elettrica, un impianto di produzione fotovoltaica che copra l’intero fabbisogno necessita di un’area molto vasta e costa qualche centinaia di migliaia di euro. Le norme attualmente in vigore in Italia consentono di ricevere contributi dal GSE (Gestore Servizi Energetici) attraverso i quali è possibile quasi sempre pagare l’impianto, ma vanno verificati molti aspetti, primo fra tutti l’enorme estensione necessaria per produrre i 60-80 kW effettivi di corrente necessari al funzionamento di un impianto natatorio coperto di medie dimensioni. Nonostante gli incentivi, questa tipologia di produzione di energia elettrica non si è ancora diffusa capillarmente nelle piscine, probabilmente a causa dei lunghi tempi di ammortamento, che vanno dai 10 ai 15 anni, che raramente coincidono con il periodo di gestione.

Cogenerazione
La cogenerazione consiste nel produrre calore come effetto secondario della produzione di energia elettrica tramite un motore, alimentato a combustibile. Il principio di funzionamento è praticamente quello dei gruppi elettrogeni. Produrre energia elettrica con questa modalità non è conveniente, lo diventa se si riesce a consumare il calore prodotto dal cogeneratore. Per questa ragione, per capire se questa soluzione impiantistica possa essere conveniente in una situazione specifica è indispensabile una approfondita analisi storica dei consumi. Questa tipologia di produzione di energia non rientra necessariamente nella classificazione delle energie alternative, poiché il cogeneratore può essere alimentato anche a gasolio oppure a metano. Ultimamente si sta diffondendo la cogenerazione che utilizza oli vegetali, generalmente olio di colza, così come biomasse.

Recupero del calore dell’acqua di falda o del terreno
Attraverso l’utilizzo di pompe di calore è possibile recuperare il calore del terreno o dell’acqua che si trova nel sottosuolo. Generalmente però, vista la quantità di calore necessaria al funzionamento di un impianto natatorio coperto, questo tipo di impianti non è conveniente, mentre può risultare utile per il riscaldamento di una piccola piscina privata.

Utilizzo di combustibili derivati da fonti rinnovabili

Una centrale di produzione di calore può essere alimentata da diversi combustibili: gasolio e metano ma anche olio vegetale, scarti vegetali (il cosiddetto cippato o biomasse) o da ogni altro materiale combustibile. Negli anni passati, soprattutto in Piemonte, c’è stato qualche esperimento di caldaie alimentate da gusci di nocciole. Generalmente i combustibili alternativi a quelli tradizionali richiedono molto spazio per lo stoccaggio, oltre a qualche modifica impiantistica.

Il risparmio nella gestione dell’energia
Oltre a ricercare una fonte alternativa di produzione dell’energia, è possibile cercare di risparmiare nella conduzione degli impianti. In un impianto natatorio coperto si può agire principalmente su due fronti: il risparmio di calore ed il risparmio di acqua. Risparmiare in questo caso non significa abbassare le temperature, ma utilizzare tipologie di impianti ed accorgimenti che servano a produrre lo stesso risultato spendendo meno energia. Per capire se può verificarsi anche un risparmio di denaro è necessario considerare l’ammortamento delle modifiche impiantistiche necessarie. I primi e più importanti (in termini energetici) interventi da mettere in atto sono quelli sull’aria e sull’acqua. Il condizionamento dell’aria in una piscina coperta è la principale fonte di consumo energetico. Attualmente sono presenti sul mercato aziende che producono macchine termoventilanti in grado di garantire risparmi molto elevati, fino al 50% dell’energia termica complessiva, generando parallelamente un benessere ambientale molto più elevato di quello possibile con una termoventilante tradizionale. Per quanto riguarda il risparmio di acqua, l’operazione da compiere è quella di recuperare il calore dall’acqua che va necessariamente ricambiata ogni giorno, accumulando l’acqua raffreddata in una vasca apposita, che può essere ricavata anche diminuendo il volume della vasca di compenso, ed utilizzandola per il contro lavaggio dei filtri. È anche possibile predisporre in fase di progettazione un sistema di recupero dell’acqua piovana e dell’acqua di controlavaggio dei filtri, da utilizzare per gli sciacquoni dei wc e per innaffiare il giardino.

Rossana Prola

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