È vero che sudare equivale ad allenarsi bene? L’allenamento migliore è quello aerobico, quello olistico, quello con i pesi, o una studiata rielaborazione del tutto? Qualche considerazione personale...

È vero che sudare equivale ad allenarsi bene? L’allenamento migliore è quello aerobico, quello olistico, quello con i pesi, o una studiata rielaborazione del tutto? Qualche considerazione personale e il parere di due addetti ai lavori

Un bivio. Di fronte a noi, entusiasti frequentatori delle palestre, che da tempo immemore sgambettiamo al ritmo di musica, sali-scendiamo dagli step, o, più ‘olisticamente’, ci allunghiamo sui tappetini, inspirando ed espirando con regolarità, o che, indefessi, ci dedichiamo alla scultura del corpo con l’aiuto dei pesi, si presenta un annoso dilemma: corsi in movimento o corsi più “mentali”, di ispirazione orientale? Allenamento fitness o esercizi che stimolano i muscoli, per incrementare la massa? Meglio buttarsi su un approccio, compiere una scelta definitiva, o saltare dall’uno all’altro in libertà? Conviene seguire l’istinto, la moda, la propria predisposizione o affidarsi alle faziose voci di corridoio: “Il pilates è formidabile”, “La lezione di aerobica è una bomba contro le calorie in eccesso”, “Vai con lo step, vedrai che glutei”, “Lo yoga è il massimo, lo dice anche Madonna: visto che fisico, no?”.
Il fatto certo è che nessuno di noi ha un’infinità di tempo a disposizione, per poter provare corsi a raffica, sperimentando sulla propria pelle e valutando i risultati ottenuti. Siamo costretti a selezionare, a seguire una rotta e speriamo di non imbarcare acqua durante il viaggio… Certo, spesso la nostra scelta è obbligata, perché arriviamo in palestra in un dato orario e siamo costretti a svolgere l’unica attività in programma, ma i centri più competitivi offrono un ventaglio ampio di sessioni, tutte appetibili sulla carta. E poi c’è sempre l’opzione, da molti caldeggiata, della cara ‘vecchia’ sala pesi, il luogo principe per un allenamento completo e mirato.

Alla ricerca del sudore
In generale, e sommariamente, sappiamo che il filone dei corsi ‘tradizionali’, che richiedono coreografie, salti, piegamenti, giri, ginocchia sollevate, pesetti da manovrare seguendo le note delle canzoni, sono quelli che ci fanno sudare di più. Un’ora di lavoro aerobico sostenuto, di qualsivoglia tipologia, se viene eseguito con tutti i crismi, provoca un senso di stanchezza e spossatezza fisica, e la sudorazione imperla le fronti, inzuppa le bandane, innaffia le magliette. È raro non uscire “bagnati” dopo esercizi simili. E per molti vale l’equazione sudore = fatica = allenamento efficace. Ma magari fosse così semplice e matematico.
I workout che si basano sulle tecniche dell’allungamento
, della tonificazione, della corretta postura e consapevolezza muscolare, rendono il nostro fisico snello e flessuoso, senza però lasciare aloni, macchie o tracce visibili. Ciò nonostante vengono considerati ottimi per un benessere tout court e irrinunciabili, soprattutto dalla sfilza di appassionati del genere. In mezzo, tra gli esercizi forsennati e gli approcci stazionari, si pone un altro tipo di movimento, che ruba qualcosa all’uno e all’altro, e si basa sul principio della respirazione consapevole. Ce ne parla il suo creatore, Cristiano Verducci, che già in un precedente articolo aveva esaltato gli effetti del Rebirthing (La Palestra N. 17).

Il parere di
Cristiano Verducci
“Dalla mia esperienza nel campo (15 anni di lezioni, corsi e formazioni: hi-low, step, funk, slide, spinning, dance, circuit tone, etc.) + 10 di crescita personale olistica, e, grazie soprattutto al mio amore per la ricerca e lo sviluppo, posso dire che il Breath (respiro) e Bounce (il rimbalzo) rappresentano la forma più completa e naturale di movimento possibile, il primo è un movimento invisibile, il secondo è visibile. Si tratta di un allenamento accessibile e fruibile da chiunque, incentrato sui principi base dell’attività fisica: naturalezza ed essenzialità”.

Secondo te, quindi, i corsi di aerobica e simili sono da evitare?
“No! Ritengo che sia fondamentale l’equilibrio, come in tutte le cose, quindi va benissimo alternare tutte le attività presenti e che si presenteranno nel panorama del fitness, purché si inizi da quelle prioritarie per il nostro organismo. Sono convinto che l’educazione ad una respirazione più profonda e consapevole permetta lo svolgimento di tutte le altre in modo più naturale e sereno!”.

Che consigli daresti a un istruttore di sala fitness?
“Conoscere il più possibile i partecipanti alle lezioni, per poter costruire e creare obiettivi specifici (aero, tono, flex, misto) e quindi intraprendere un programma di esercizi e variazioni mirato. Il metodo di insegnamento migliore è quello che utilizza in primis una comunicazione efficace, che si basa sull’attenzione massima a ogni partecipante e non a se stessi. Sembrano semplici e banali regole, ma molti istruttori se le dimenticano clamorosamente dopo pochi minuti di lezione, soprattutto se non ricevono feedback in merito”.
Le parole di Cristiano Verducci pesano. La considerazione da parte degli istruttori, il loro coinvolgimento diretto e partecipe, l’incoraggiamento costante, sono fattori spesso decisivi, che ci persuadono a seguire un corso piuttosto che un altro. Sapere che chi conduce una lezione ha a cuore i nostri obiettivi e desidera aiutarci a centrarli, è una vera rassicurazione e uno stimolo ad intraprendere insieme la strada per il benessere. Se ci fidiamo, allora abbandoniamo le riserve, come in amore.
Al di là di quante siano le goccioline di sudore versate. E il medesimo discorso vale per l’allenamento nella sala pesi, dove un approccio guidato e monitorato da un esperto, può fare realmente la differenza.

Il pensiero di Claudio Tozzi

A tale proposito un vero ‘guru’ della materia, Claudio Tozzi, autore del bestseller “La scienza del natural body building – Metodo BIIO” e Presidente della Natural Body Building Federation, ci spiega il suo punto di vista.

“La scelta da compiere, in palestra, dipende dall’obiettivo dell’atleta, del cliente. Se considera l’allenamento come una valvola di sfogo dal lavoro (soprattutto mentale), senza particolari obiettivi estetici e ha solo voglia di fare un’attività di gruppo abbinata a una musica dinamica, sicuramente vanno benissimo tutte le attività di sala come Body Sculpt, GAG, ecc. Se invece si ricercano i risultati, specialmente nell’incremento della massa muscolare e nell’ottimizzazione della simmetria corporea, l’allenamento in sala pesi è fondamentale e insostituibile per questo scopo, non vi è dubbio alcuno su questo.
Purtroppo, la preparazione professionale degli istruttori e personal trainer di body building mediamente non è proprio eccelsa, e quindi quando si entra in sala pesi normalmente ti danno una scheda banale, senza un minimo di programmazione, con una sequenza random di esercizi. All’inizio, essendo mediamente il cliente fuori forma, i risultati si hanno lo stesso, ma passata questa fase si va in stallo, il socio quindi pazienta un po’, vede che non succede più niente al suo fisico, magari si allena da solo, comincia ad annoiarsi e allora spesso passa alla sala aerobica, dove ha pochi risultati lo stesso, ma almeno si diverte con gli altri e con la musica”.

Qual è, secondo te, il giusto approccio all’attività fisica, soprattutto per una donna?
“Molte donne, per questioni culturali e di educazione non comprendono quanto possono diventari forti, belle, simmetriche e magre con i pesi. Negli anni ‘70 il vostro slogan era: il corpo è mio e me lo gestisco io!, e mai come adesso dovreste attuarlo in modo letterale, rifiutando i ridicoli pesi colorati offerti da istruttori/personal trainer abbrutiti dalla routine e abbinando finalmente all’attività aerobica il lavoro duro con i pesi.
Magari passate la maggior parte della vostra vita solo in sala aerobica, senza nemmeno immaginare il potenziale muscolare, di efficienza fisica e di benessere che può dare l’abbinamento con il natural body building, un mondo fatto di sensazioni muscolari mai provate. Inoltre, il natural body building è veramente l’unica attività antinvecchiamento che esista, perché favorisce l’anabolismo proteico, cioè il processo che consente all’organismo di crescere e mantenersi, ed il solo in grado di rallentare proprio l’‘inevitabile’ perdita di muscoli e forza”.

Francesca Tamberlani

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