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La vitamina K riveste un ruolo importante nella salute umana e, in particolar modo, nel miglioramento della salute delle ossa

Si definiscono “naftochinoni” quel gruppo di sostanze liposolubili conosciute fin dal 1929 nella forma della vitamina K1, note in ambito scientifico per gli effetti regolatori sulla coagulazione del sangue. La K1, che è la sua forma naturale, si trova nelle piante e fornisce
la principale fonte di vitamina K all’uomo che la assume con l’alimentazione.

Le diverse forme di vitamina K

I composti della K2 sono prodotti dai batteri dell’intestino umano, sono nutrienti essenziali
e forniscono un apporto non sufficiente rispetto al fabbisogno umano. Le tre forme di vitamina K che interessano la salute umana sono:

  • vitamina K1
  • vit K2 (MK-4)
  • vit K2 (MK-7).

La vit K1 si trova nelle piante ed è considerata la meno efficace, mentre la seconda, che è la forma più studiata – presente in alimenti quali uova, carne e latticini – è efficace per la protezione delle ossa e ha un rapido assorbimento da parte dell’organismo. Anche la terza tipologia, che si trova nella soia, ha l’enorme vantaggio di rimanere attiva nel corpo oltre le 24 ore. Purtroppo è necessario ricordare che la presenza di vitamina K nella carne proveniente dagli attuali allevamenti intensivi è assolutamente insufficiente per il fabbisogno umano: soltanto con la carne allevata “ad erba” (grass fed) infatti si potrebbe ritrovare il giusto apporto di questa vitamina essenziale.

Le diverse forme di vitamina K vengono assorbite con le stesse modalità dei lipidi e quindi necessitano della formazione di micelle in presenza di bile e succo pancreatico. La coagulazione del sangue avviene come una reazione a catena in cui i vari fattori entrano in azione secondo un preciso ordine cronologico, ognuno attivando quello successivo, alla fine del quale il fibrinogeno si trasforma in fibrina consentendo così la formazione del coagulo. La vitamina K è necessaria per la coagulazione del sangue perché il fegato ne ha assoluto bisogno per la produzione di quei fattori che vengono considerati indispensabili all’organismo affinché il processo di coagulazione si compia regolarmente.

Dove si trova in natura

Negli ortaggi a foglia verde (cavolo riccio, spinaci, bietole, broccoli cavolo cappuccio, cavolini di bruxelles, prezzemolo, cime di rapa, lattuga romana e cavolo), fagioli, soia, carne, cereali, olive, colza e prodotti caseari.

Effetti benefici e conseguenze in caso di carenza

Il deficit di vitamina K è raro, ma può portare principalmente a problemi e deficit di coagulazione con sanguinamento eccessivo ed emorragie. In caso soprattutto di assunzione
di farmaci che alterano la funzione epatica o che influiscono negativamente sulla produzione della normale flora batterica intestinale, ci possono essere livelli insufficienti di vit K.

Nelle decadi passate è divenuto chiaro come la vitamina K rivesta un ruolo importante nella salute umana e, in particolare modo, nel miglioramento della salute delle ossa.
Gli studi, infatti, hanno dimostrato che la vit K non solo aumenta la densità ossea nelle persone che soffrono di osteoporosi, ma riduce anche le eventuali fratture. Inoltre si è dimostrato che le vitamine K e D lavorano sinergicamente a favore della cosiddetta “densità ossea” (Effects of vitamin K on calcium and bone metabolism, Zitterman A, er al. Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2001).

Esistono interessantissime ricerche recenti che dimostrano come la vitamina K sia un efficace deterrente anche alla calcificazione delle arterie, uno dei fattori più importanti nelle patologie cardio-vascolari che, come noto, imperversano tra le popolazioni occidentali. Uno degli studi che evidenzia in maniera più evidente questa correlazione, in particolare, ha dimostrato che, in un gruppo di donne che assumevano regolarmente un farmaco che blocca la vit K (Warfarin, farmaco antitrombotico), si è riscontrato ben il 50% in più di calcificazione alle arterie rispetto a quelle che non lo assumevano (Tantisattamo E, Han KH, O’Neil WC, Increased vascular calcification in patients receiving warfarin, Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2015 Jan; 35(1); 237-42.).

Ma, secondo le ultime autorevoli ricerche, la vit K riveste un ruolo importante anche nella protezione del sistema nervoso. In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Maturitas, condotto su 160 adulti con più di 65 anni, ricercatori dell’Università di Angers, in Francia, hanno osservato una relazione diretta fra elevate assunzioni di vitamina K nella dieta e minori problemi di memoria.

Ma la vit K è consigliata a tutti?

Chi, ad esempio, segue una terapia con anticoagulanti cumarinici dovrebbe evitare
il consumo di cibi ricchi di questa sostanza?
Le risposte, in questo senso, divergono: c’è chi sostiene che i cumarinici, essendo anticoagulanti orali, contrastano l’azione della vitamina K impedendo l’attivazione di alcuni fattori della coagulazione. Altri, invece, continuano a suggerire il consumo abituale di verdura a foglia verde anche a chi segue queste terapie, a patto di controllare la coagulazione periodicamente: se necessario, infatti, sarà poi il medico ad adeguare la terapia.

Conclusioni

Concludendo, per quanto si tratti di una delle vitamine meno studiate e dunque dagli effetti non ancora unanimemente codificati, la vitamina K è senza dubbio responsabile della coagulazione del nostro sangue, ci protegge dalle problematiche cardiovascolari e dalle calcificazioni delle nostre arterie.
Ergo, il consiglio del tecnico che si occupa di nutrizione rimane lo stesso: consumare tante verdure prevalentemente verdi e a foglia larga, aggiungendo però ciclicamente anche qualche alimento di origine animale che sia allevato preferibilmente in maniera naturale per aumentare la concentrazione di questa vitamina nei loro derivati alimentari.

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